Persefone, dopo aver passato secoli a dividersi tra la terra e l'oltretomba aveva finalmente trovato il coraggio di abbandonare definitivamente il crudele marito Ade. Il potere di Ade si era ormai offuscato cosi' come quello di tutti gli altri Dei che, per questioni storiche, non essendo piu' venerati, si erano ritrovati a dover abbandonare l'Olimpo per rifugiarsi nell'aldila', unico posto ormai sicuro.
Erano secoli che convivevano insieme e la situazione era ormai insostenibile ed era una lotta continua tra Zeus, Poseidone e Ade. Quest'ultimo si sentiva usurpato del suo trono e non tollerava la prepotenza dei fratelli che si erano intromessi nel suo mondo impedendogli di regnare come un tempo. Zeus viveva di ricordi e passava gli anni a ripensare alla gloria di un tempo piagnucolando e impartendo ordini a tutti quanti nella vana speranza di sentirsi nuovamente potente. Poseidone invece cercava di approfittare della debolezza di Zeus e dello scontento di Ade nella speranza di riuscire un giorno a sottomettere entrambi diventando la divinita' suprema. Hera invece era l'unica ad essere felice in quanto nell'oltretomba aveva la certezza che Zeus non la tradisse piu', per cui passava le sue giornate a cantare e a provvedere alla sua grande famiglia. Apollo era ormai diventato grande amico di Venere con cui passava anni cercando di ridecorare il mondo degli inferi portando la luce e la bellezza negli ambienti notoriamente tetri. Artemide, Dea della caccia, e Ares, Dio della guerra, vivevano in uno stato di perenne delusione e depressione in quanto si erano resi conto che le frecce e le spade, erano ormai state sostituite da armi ben piu' potenti. La cosa che feriva ancora piu' profondamente il loro orgoglio era il fatto che queste nuove e potenti armi erano state inventate da comuni mortali che, con il loro ingegno, avevano semplicemente spazzato via la supremazia degli Dei. Questa era un po' la stessa condizione in cui viveva anche Demetra, delusa e derisa dalla scienza e dalle sue teorie per cui il mondo seguiva il suo corso indipendentemente da cio' che faceva lei. Hermes, nonostante i suoi famosi sandali alti, per assurdo, era quello con i piedi piu' saldamente piantati a terra. Infatti, nonostante i secoli passati, lui continuava a svolgere il suo ruolo di messaggero e passava il suo tempo a portare agli Dei notizie di tutto cio' che stava accadendo sulla terra. Ogni sera infatti, tutti insieme si riunivano ad ascoltare le storie che Hermes portava dalla terra. Vennero' cosi' a sapere tutta la storia: le nuove religioni, le guerre, e scoperte, i nuovi continenti, gli usi e i costumi, la comunicazione, i nuovi mezzi di trasporto. Ad esempio, la volta in cui Hermes racconto' dell'invenzione dell'aereo, Apollo si arrabbio' talmente tanto che comincio' a prendere a martellate il suo vecchio carro con cui un tempo solcava i cieli trascinando il sole. Non riusciva a concepire il fatto che i comuni mortali potessero elevarsi cosi' in alto come un tempo poteva fare solo lui.
Persefone era l'unica che ascoltava affascinata queste storie, probabilmente perche' lei non aveva mai avuto un ruolo ben definito se non quello di moglie del Dio degli Inferi. Quando senti' per la prima volta la parola "divorzio" non riusciva a pensare ad altro. Certo erano passati secoli e lei si era anche abituata ormai a vivere con Ade ma pensava anche che, essendo immortale, aveva ancora la possibiltia' di riscattarsi facendo qualcosa solo per se. Mischiandosi ai comuni mortali: per vivere come loro, per osservarli e per conoscerli. Ci vollero quasi quarant'anni per convincere Ade a lasciarla andare. Alla fine sfinito e consapevole della sua impossibilita' di impedire alla moglie di rimanere le disse semplicemente di andare.
Persefone, la donna immortale, raccolse armi e bagagli risali' lungo l'acheronte, saluto' il vecchio Caronte che, stupito di vederla riapparire dopo tutti quei secoli, la fece salire sulla sua barchetta e la traghetto' dall'altra parte senza rivolgerle nemmeno la parola.
Una volta approdata a terra si spoglio' del peso dei secoli e si getto' a capofitto nel caos moderno. Vide con gli occhi cio' che prima poteva seguire solo dall'oltretomba grazie a Hermes. Vide la gente, le strade, le case, i colori, la natura cambiata rispetto a quando regnava la madre.
Sorrise e si mischio' tra la gente con un ruole finalmente tutto suo: sarebbe stata l'osservatrice di tutto cio' che nei secoli aveva perso...
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Mprabo Persefoni! Grafis poly kala'...
RispondiEliminaEvviva Kore!
RispondiEliminagatta susanna
Pneso anch'io che tu scriva molto bene...
RispondiElimina... così inizio la grande avventura di Persefone... un'avvincente storia la cui morale è sacrosanta... la vita, ancorchè infinita, riserva sempre nuove ed inaspettate emozioni: il segreto è lasciarsi da esse trasportare, verso il mistero, l'ignoto... ma pur sempre con ottimismo e felicità!
RispondiEliminaBrava .. Persefone continua così!!!
THE QUEEN
Mitica!
RispondiEliminaIo so poco della mitologia greca, continua a condividere questa cultura fantastica che ti leggerò con piacere! E poi che fa Persefone sulla terra?
Joice
Eleni!!!!
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