venerdì 20 marzo 2009

Gli avvertimenti di Hermes

Faceva molto caldo quel giorno, Persefone era tranquilla e comincio' a camminare. Cerco' di concentrarsi, adesso era sola e non poteva sbagliare. Camminava lungo il fiume e mentre guardava l'acqua scorrere si rese conto di quanto fosse piccolo ormai rispetto al passato. All'improvviso noto' un bagliore sulla sponda opposta, accecata dal sole non capiva cosa fosse. Cerco' di focalizzare il punto luminoso mentre il bagliore si faceva sempre piu' forte.
-Aspetta...- Disse una voce a lei familiare.
Era Hermes.
-Persefone dove credi di andare? Non puoi sparire cosi, tu non hai proprio idea a cosa stai andano incontro.
Persefone si fermo' e guardo Hermes senza pronunciare nemmeno una parola.
-Ascoltami- disse lui quasi supplicandola- devi stare attenta, le storie che vi ho sempre raccontato sono belle, ti possono incuriosire, trascinare ma tu non puoi andare via cosi. Credimi...la realta' e' molto dura.
-Ma io sono immortale- disse lei- Cosa mai potrebbe accadermi?.
Hermes la guardo' negli occhi e vide bruciare in lei la ferrea determinazione che aveva accumulato nel corso dei secoli di sottomissione ad Ade e al resto degli Dei.
Dopotutto Persefone, nonostante fosse un divinita' non aveva mai avuto modo di scegliere il suo destino o di imporre le sue decisioni. Aveva semplicemente passato tutto quel tempo dividendosi tra la madre e il marito e tutto cio' per aver mangiato sei miseri chicchi di melograno. Nemmeno Zeus, signore degli Dei e suo padre, era riuscito a sottrarla dal suo monotono destino.
Hermes capi' che nulla avrebbe le avrebbe fatto cambiare idea e che lei aveva pazientato fin troppo senza mai lamentarsi.
Doveva aiutarla.
-Siediti e ascoltami- disse Hermes- Tutto cio' che hai sentito e' solo un riassunto del mondo. Quando ti troverai da sola dovrai far fronte a infinite difficolta'. Sarai una persona fra miliardi di persone. Avrai un nome ma nulla di piu'. La gente non ti parlera' e non sapra' chi sei. Avrai bisogno di vestiti, soldi e di una casa. Dovrai mangiare e comprare il cibo con i soldi. Per avere dei soldi dovrai lavorare ogni giorno. Per andare al lavoro ti dovrai spostare usando i mezzi pubblici, dovrai attraversare la strada che sara' piena di traffico, la gente ti passera' accanto senza nemmeno calcolarti. Sarai sola Persefone, completamente sola e solamente tu sarai a conoscenza della tua identita' e della tua immortalita'. Quando ti troverai in mezzo alla gente ti renderai conto di molte cose...i nostri templi sono ormai delle rovine. Le nostre statue sono custodite in Musei e stampate sopra delle cartoline. La gente ormai crede in un altro Dio, anzi molto spesso la gente non crede piu' e basta. Ti troverai in una realta' dove cio' che conta e' il denaro.
-Lo so Hermes...ho sempre ascoltato le tue storie con molta attenzione...
-Persefone, tu non ti puoi rendere conto di un infinita' di piccoli dettagli. Di come sono fatte le case, di cosa e' un bagno, un televisore, un ascensore, un computer, di come si accendono i fornelli oppure cosa e' un semaforo. Ti ci vorra' molto tempo per imparare. Devi avere sempre occhi e orecchie aperte. Se ti lasciassi andare via cosi', senza avvertirti sarebbe per te un suicidio.
-Ma io sono immortale- disse scocciata-non posso suicidarmi!
-Adesso basta! Se vuoi sopravvivere devi guadagnarti una posizione all'interno dela societa' e per fare cio' mi devi ascoltare. Prendi questo libro e non lo far vedere a nessuno per nessuna ragione.
Le porse un piccolo libricino dalla copertina scura. Lei lo prese con entrambe le mani e cominincio' a sfogliarlo. Era vuoto. Guardo' Hermes con aria interrogativa.
-Questo e l'unico aiuto che ti posso dare- disse lui- Ogni volta che avrai una domanda dovrai scriverla su questo libro per poi sfogliarlo e trovare la risposta nelle pagine a seguire. Per scrivere userai questa penna- le diede in mano una semplice penna a sfera blu.
-Troverai tutto quello che ti serve qua dentro. Sono gli appunti di tutti i miei viaggi. Prendi anche questi!- Le diede un paio di pantaloni, una camicia e un paio di scarpe.
Persefone stupita prese in mano i pantaloni e comincio' e guardarli da diverse angolazioni. Li strinse in mano per sentire il tessuto. Era ruvido e blu come il cielo. Passo' le dita sopra le cuciture e tocco' i bottoni. Quando vide la zip si lascio' sfuggire un gridolino di esclamazione.
-Sono bellissimi!
-Sono solo jeans Persefone. Indossali.
Persefone si tolse il peplo e con una meno lo lascio' cadere nel fiume. Hermes le si avvicino' e gesticolando cerco' di farle vedere come doveva indossarli.
Lei comincio' contorcersi tutta e a saltellare per riuscire a tirarli su.
-Adesso la camicia- disse Hermes.
Infilo' le maniche e comincio' a studiare i bottoni e le asole.
-Ma questi bottoni non sono d'oro e nemmeno di bronzo?!
-Si chiama plastica, grande invenzione, la troverai dappertutto!
-Che bello! Allora e' questa la plastica...
-Mettiti le scarpe!- le ordino'
Si tolse i sandali di cuoio e goffamente prese in mano le scarpe e se ne infilo' una guardando Hermes con soddisfazione.
-Persefone...hai sbagliato piede!!!! Le scarpe oggi vengono fatte apposta! Ce n'e' una per il piede sinistro e una per il piede destro e sono diverse tra loro! Non sono come i nostri sandali!!!!
Sbuffando si tolse la scarpa e cambio' piede. Dopo essersi infilata anche l'altra si alzo' e cammino' per qualche metro per vedere come si sentiva nei suoi vestiti nuovi.
-Sei pronta! Ora metti la mano in tasca.
Lei infilo' subito la mano e tiro' fuori dei fogliettini colorati.
-Questi sono soldi- disse Hermes- li ho raccolti durante i miei viaggi- prendili ti serviranno almeno finche' non riuscirai a guadagnare i tuoi. Custodiscili con cura. Si chiamano "Euro" e senza gli euro non vivi! Questi ti dovrebbero bastare per un po'. Dovrai usarli per mangiare e dormire finche' non troverai un lavoro che ti permettera' di guadagnarne altri.
-Ma quanti sono? Quanti ne servono?- disse lei agitata rendendosi conto di non capire il valore delle banconote.
-Sono lo stipendio medio di un mese.
-Stipendio?
-'E quanto una persona media guadagna in un mese di lavoro in Grecia.
-Grazie Hermes.
-Non mi devi ringraziare, promettimi solo che starai attenta, molto attenta.
Persefone abbraccio' Hermes e frettolosamente rimise in tasca il suo piccolo tesoro.
-Dimmi adesso Persefone da dove vuoi cominciare il tuo viaggio?.
Lo guardo' e poi abbasso' lo sgardo e con il piede sposto' uno dei sandali che erano rimasti sul prato accanto al fiume.
-Andro' ad Atene!

giovedì 19 marzo 2009

Una nuova vita

Persefone, dopo aver passato secoli a dividersi tra la terra e l'oltretomba aveva finalmente trovato il coraggio di abbandonare definitivamente il crudele marito Ade. Il potere di Ade si era ormai offuscato cosi' come quello di tutti gli altri Dei che, per questioni storiche, non essendo piu' venerati, si erano ritrovati a dover abbandonare l'Olimpo per rifugiarsi nell'aldila', unico posto ormai sicuro.
Erano secoli che convivevano insieme e la situazione era ormai insostenibile ed era una lotta continua tra Zeus, Poseidone e Ade. Quest'ultimo si sentiva usurpato del suo trono e non tollerava la prepotenza dei fratelli che si erano intromessi nel suo mondo impedendogli di regnare come un tempo. Zeus viveva di ricordi e passava gli anni a ripensare alla gloria di un tempo piagnucolando e impartendo ordini a tutti quanti nella vana speranza di sentirsi nuovamente potente. Poseidone invece cercava di approfittare della debolezza di Zeus e dello scontento di Ade nella speranza di riuscire un giorno a sottomettere entrambi diventando la divinita' suprema. Hera invece era l'unica ad essere felice in quanto nell'oltretomba aveva la certezza che Zeus non la tradisse piu', per cui passava le sue giornate a cantare e a provvedere alla sua grande famiglia. Apollo era ormai diventato grande amico di Venere con cui passava anni cercando di ridecorare il mondo degli inferi portando la luce e la bellezza negli ambienti notoriamente tetri. Artemide, Dea della caccia, e Ares, Dio della guerra, vivevano in uno stato di perenne delusione e depressione in quanto si erano resi conto che le frecce e le spade, erano ormai state sostituite da armi ben piu' potenti. La cosa che feriva ancora piu' profondamente il loro orgoglio era il fatto che queste nuove e potenti armi erano state inventate da comuni mortali che, con il loro ingegno, avevano semplicemente spazzato via la supremazia degli Dei. Questa era un po' la stessa condizione in cui viveva anche Demetra, delusa e derisa dalla scienza e dalle sue teorie per cui il mondo seguiva il suo corso indipendentemente da cio' che faceva lei. Hermes, nonostante i suoi famosi sandali alti, per assurdo, era quello con i piedi piu' saldamente piantati a terra. Infatti, nonostante i secoli passati, lui continuava a svolgere il suo ruolo di messaggero e passava il suo tempo a portare agli Dei notizie di tutto cio' che stava accadendo sulla terra. Ogni sera infatti, tutti insieme si riunivano ad ascoltare le storie che Hermes portava dalla terra. Vennero' cosi' a sapere tutta la storia: le nuove religioni, le guerre, e scoperte, i nuovi continenti, gli usi e i costumi, la comunicazione, i nuovi mezzi di trasporto. Ad esempio, la volta in cui Hermes racconto' dell'invenzione dell'aereo, Apollo si arrabbio' talmente tanto che comincio' a prendere a martellate il suo vecchio carro con cui un tempo solcava i cieli trascinando il sole. Non riusciva a concepire il fatto che i comuni mortali potessero elevarsi cosi' in alto come un tempo poteva fare solo lui.
Persefone era l'unica che ascoltava affascinata queste storie, probabilmente perche' lei non aveva mai avuto un ruolo ben definito se non quello di moglie del Dio degli Inferi. Quando senti' per la prima volta la parola "divorzio" non riusciva a pensare ad altro. Certo erano passati secoli e lei si era anche abituata ormai a vivere con Ade ma pensava anche che, essendo immortale, aveva ancora la possibiltia' di riscattarsi facendo qualcosa solo per se. Mischiandosi ai comuni mortali: per vivere come loro, per osservarli e per conoscerli. Ci vollero quasi quarant'anni per convincere Ade a lasciarla andare. Alla fine sfinito e consapevole della sua impossibilita' di impedire alla moglie di rimanere le disse semplicemente di andare.
Persefone, la donna immortale, raccolse armi e bagagli risali' lungo l'acheronte, saluto' il vecchio Caronte che, stupito di vederla riapparire dopo tutti quei secoli, la fece salire sulla sua barchetta e la traghetto' dall'altra parte senza rivolgerle nemmeno la parola.
Una volta approdata a terra si spoglio' del peso dei secoli e si getto' a capofitto nel caos moderno. Vide con gli occhi cio' che prima poteva seguire solo dall'oltretomba grazie a Hermes. Vide la gente, le strade, le case, i colori, la natura cambiata rispetto a quando regnava la madre.
Sorrise e si mischio' tra la gente con un ruole finalmente tutto suo: sarebbe stata l'osservatrice di tutto cio' che nei secoli aveva perso...